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Orchidee

La Phalaenopsis, o orchidea farfalla, rappresenta forse il tipo più idoneo di orchidea per la coltivazione in casa. Essa è anche una delle piante favorite dai coltivatori in serra.

Le piante ben tenute possono fiorire spesso; a volte alcuni fiori sono presenti tutto l'anno, ma la stagione principale di fioritura è il tardo inverno o inizio primavera.

Normalmente la temperatura e le altre condizioni in casa sono adeguate. Gli steli florali di alcuni ibridi possono essere indotti a una seconda fioritura tagliandone la punta dopo l'appassimento dei primi fiori. Questa pratica deve essere adottata solo con piante in buone condizioni.

LUCE
E' semplice fornirla adeguatamente alle phalaenopsis. Crescono bene davanti ad una finestra luminosa con poco sole in estate, e sole pieno in inverno. In casa, una finestra orientata ad est è l'ideale; anche una finestra orientata a ovest o a sud, ma ombreggiata, è accettabile. Con cielo coperto e con climi invernali del nord, può essere necessaria una piena esposizione verso sud.

E' comunque facile fornire una illuminazione artificiale. Si possono impiegare 4 tubi fluorescenti più alcuni bulbi a incandescenza sistemati dai 15 ai 30 cm al di sopra delle foglie per 12- 16 ore al giorno, adeguandosi alla naturale durata della luce diurna.
In serra, è necessario fornire un'ombreggiatura; si raccomanda il 70- 85% di ombra. Tenendo la mano 30 cm al di sopra di esse, non dovrebbe essere visibile alcuna zona d'ombra sulle foglie.

TEMPERATURA
E' necessario mantenere le phalaenopsis al di sopra dei 15° C notturni; di giorno la temperatura può oscillare tra i 24° e i 29° C o più. Temperature più alte possono spingere la pianta ad una crescita più veloce, ma è necessario aumentare anche l'umidità ed il movimento d'aria. Il massimo raccomandabile è tra i 32° e i 35°C. In autunno è opportuno abbassare la temperatura notturna per qualche settimana intorno ai 13° C per dare inizio alla formazione dello stelo florale. Oscillazioni della temperatura possono causare la caduta dei boccioli pronti a sbocciare.

ACQUA
Rappresenta un fattore critico per le phalaenopsis. Non possedendo particolari organi per l'immagazzinamento dell'acqua, tranne le loro foglie, esse non devono mai seccare completamente. Queste piante devono essere annaffiate abbondantemente, aspettando poi che siano quasi asciutte prima di ripetere l'operazione. Durante il caldo estivo e in un clima asciutto, ciò significa annaffiare ogni due giorni; in inverno, in una serra esposta a nord, si può farlo ogni dieci giorni. E' opportuno bagnare solo durante la mattina per dare tempo alle foglie di asciugarsi prima di sera, per prevenire la comparsa di marciume.

UMIDITA'
E' importante per le phalaenopsis mantenere il livello di umidità abbastanza elevato. Nei climi umidi e in serra, è fondamentale il movimento d'aria. Le foglie devono asciugare il più presto possibile, in ogni modo prima del buio. In casa si possono sistemare le piante su vassoi con dell'argilla espansa bagnata, ma l'acqua non deve mai raggiungere il fondo dei vasi.

FERTILIZZAZIONE
E' necessario fertilizzare regolarmente, specialmente nel periodo caldo, quando le piante sono più spesso in fase di crescita. Se si utilizza un substrato a base di bark, si possono eseguire anche applicazioni settimanali con un preparato ad alta concentrazione di azoto (tipo il 30-10-10 dalla primavera all'inizio dell'estate). Durante l'estate utilizzare un concime bilanciato per passare successivamente ad un concime ricco di fosforo (10-30-20) per indurre la fioritura. Alcuni coltivatori fertilizzano ad ogni bagnatura, diminuendo però la concentrazione di fertilizzante ad un quarto. Questa tecnica è ideale nelle condizioni di tempo umido e caldo. Se invece è più fresco o in caso di tempo coperto, è meglio fertilizzare due volte al mese a concentrazioni deboli.

RINVASO
E' preferibile effettuarlo in primavera, immediatamente dopo la fioritura. Le phalaenopsis richiedono un substrato poroso e normalmente si rinvasano ogni 1-3 anni. Le piante mature possono crescere nello stesso contenitore fino a che il substrato non inizia a decomporsi; ciò avviene di solito dopo circa 2 anni. Se le piante sono lasciate in un composto troppo saturo di umidità, può verificarsi marciume radicale. Le piantine giovani, di solito, crescono tanto velocemente da richiedere un rinvaso annuale ed è bene utilizzare un substrato di piccola pezzatura. Per le piante adulte, invece, si può utilizzare una pezzatura media.
Per rinvasare si deve eliminare tutto il vecchio composto dalle radici, tagliando quelle marce e rammollite, e allargando quelle sane su di una manciata di substrato posto sul fondo di un nuovo contenitore. Quindi si riempie il vaso con il resto del composto coprendo le radici fino all'altezza di inizio del gambo della pianta.

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